{"id":1828,"date":"2015-12-01T10:02:19","date_gmt":"2015-12-01T09:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.duomoravenna.it\/?p=1828"},"modified":"2016-01-26T12:40:32","modified_gmt":"2016-01-26T11:40:32","slug":"il-messaggio-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.duomoravenna.it\/?p=1828","title":{"rendered":"Il Messaggio di Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong><em><span style=\"font-size: large;\">Misericordiae Vultus<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\">BOLLA DI INDIZIONE<br \/>\nDEL GIUBILEO STRAORDINARIO<br \/>\nDELLA MISERICORDIA\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"center\">FRANCESCO<br \/>\nVESCOVO DI ROMA<br \/>\nSERVO DEI SERVI DI DIO<br \/>\nA QUANTI LEGGERANNO QUESTA LETTERA<br \/>\nGRAZIA, MISERICORDIA E PACE<\/p>\n<p align=\"center\">(tratto da:\u00a0https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1.\u2002Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa \u00e8 divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Ges\u00f9 di Nazareth. Il Padre, \u00ab\u2005ricco di misericordia\u2005\u00bb (<em>Ef<\/em>\u00a02,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mos\u00e8 come \u00ab\u2005Dio misericordioso e pietoso, lento all\u2019ira e ricco di amore e di fedelt\u00e0\u2005\u00bb (<em>Es<\/em>\u00a034,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella \u00ab\u2005pienezza del tempo\u2005\u00bb (<em>Gal<\/em>\u00a04,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mand\u00f2 suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr\u00a0<em>Gv<\/em>\u00a014,9). Ges\u00f9 di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona<a title=\"\" name=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn1\"><\/a>[1]\u00a0rivela la misericordia di Dio.<\/p>\n<p>2.\u2002Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. \u00c8 fonte di gioia, di serenit\u00e0 e di pace. \u00c8 condizione della nostra salvezza. Misericordia: \u00e8 la parola che rivela il mistero della SS. Trinit\u00e0. Misericordia: \u00e8 l\u2019atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: \u00e8 la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: \u00e8 la via che unisce Dio e l\u2019uomo, perch\u00e9 apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.<\/p>\n<p>3.\u2002Ci sono momenti nei quali in modo ancora pi\u00f9 forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell\u2019agire del Padre. \u00c8 per questo che ho indetto un\u00a0<em>Giubileo Straordinario della Misericordia<\/em>\u00a0come tempo favorevole per la Chiesa, perch\u00e9 renda pi\u00f9 forte ed efficace la testimonianza dei credenti.<\/p>\n<p>L\u2019Anno Santo si aprir\u00e0 l\u20198 dicembre 2015, solennit\u00e0 dell\u2019Immacolata Concezione. Questa festa liturgica indica il modo dell\u2019agire di Dio fin dai primordi della nostra storia. Dopo il peccato di Adamo ed Eva, Dio non ha voluto lasciare l\u2019umanit\u00e0 sola e in balia del male. Per questo ha pensato e voluto Maria santa e immacolata nell\u2019amore (cfr\u00a0<em>Ef<\/em>\u00a01,4), perch\u00e9 diventasse la Madre del Redentore dell\u2019uomo. Dinanzi alla gravit\u00e0 del peccato, Dio risponde con la pienezza del perdono. La misericordia sar\u00e0 sempre pi\u00f9 grande di ogni peccato, e nessuno pu\u00f2 porre un limite all\u2019amore di Dio che perdona. Nella festa dell\u2019Immacolata Concezione avr\u00f2 la gioia di aprire la Porta Santa. Sar\u00e0 in questa occasione una\u00a0<em>Porta della Misericordia<\/em>, dove chiunque entrer\u00e0 potr\u00e0 sperimentare l\u2019amore di Dio che consola, che perdona e dona speranza.<\/p>\n<p>La domenica successiva, la Terza di Avvento, si aprir\u00e0 la Porta Santa nella Cattedrale di Roma, la Basilica di San Giovanni in Laterano. Successivamente, si aprir\u00e0 la Porta Santa nelle altre Basiliche Papali. Nella stessa domenica stabilisco che in ogni Chiesa particolare, nella Cattedrale che \u00e8 la Chiesa Madre per tutti i fedeli, oppure nella Concattedrale o in una chiesa di speciale significato, si apra per tutto l\u2019Anno Santo una uguale\u00a0<em>Porta della Misericordia<\/em>. A scelta dell\u2019Ordinario, essa potr\u00e0 essere aperta anche nei Santuari, mete di tanti pellegrini, che in questi luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via della conversione. Ogni Chiesa particolare, quindi, sar\u00e0 direttamente coinvolta a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale. Il Giubileo, pertanto, sar\u00e0 celebrato a Roma cos\u00ec come nelle Chiese particolari quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa.<\/p>\n<p>4.\u2002Ho scelto la data dell\u20198 dicembre perch\u00e9 \u00e8 carica di significato per la storia recente della Chiesa. Aprir\u00f2 infatti la Porta Santa nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell\u2019evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. I Padri radunati nel Concilio avevano percepito forte, come un vero soffio dello Spirito, l\u2019esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in un modo pi\u00f9 comprensibile. Abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in modo nuovo. Una nuova tappa dell\u2019evangelizzazione di sempre. Un nuovo impegno per tutti i cristiani per testimoniare con pi\u00f9 entusiasmo e convinzione la loro fede. La Chiesa sentiva la responsabilit\u00e0 di essere nel mondo il segno vivo dell\u2019amore del Padre.<\/p>\n<p>Tornano alla mente le parole cariche di significato che san\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/speeches\/1962\/documents\/hf_j-xxiii_spe_19621011_opening-council.html\">Giovanni XXIII pronunci\u00f2 all\u2019apertura del Concilio<\/a>\u00a0per indicare il sentiero da seguire: \u00ab\u2005Ora la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore\u2005\u2026 La Chiesa Cattolica, mentre con questo Concilio Ecumenico innalza la fiaccola della verit\u00e0 cattolica, vuole mostrarsi madre amorevolissima di tutti, benigna, paziente, mossa da misericordia e da bont\u00e0 verso i figli da lei separati\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn2\"><\/a>[2]\u00a0Sullo stesso orizzonte, si poneva anche il beato\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1965\/documents\/hf_p-vi_spe_19651207_epilogo-concilio.html\">Paolo VI, che si esprimeva cos\u00ec a conclusione del Concilio<\/a>: \u00ab\u2005Vogliamo piuttosto notare come la religione del nostro Concilio sia stata principalmente la carit\u00e0\u2005\u2026 L\u2019antica storia del Samaritano \u00e8 stata il paradigma della spiritualit\u00e0 del Concilio\u2005\u2026 Una corrente di affetto e di ammirazione si \u00e8 riversata dal Concilio sul mondo umano moderno. Riprovati gli errori, s\u00ec; perch\u00e9 ci\u00f2 esige la carit\u00e0, non meno che la verit\u00e0; ma per le persone solo richiamo, rispetto ed amore. Invece di deprimenti diagnosi, incoraggianti rimedi; invece di funesti presagi, messaggi di fiducia sono partiti dal Concilio verso il mondo contemporaneo: i suoi valori sono stati non solo rispettati, ma onorati, i suoi sforzi sostenuti, le sue aspirazioni purificate e benedette\u2005\u2026 Un\u2019altra cosa dovremo rilevare: tutta questa ricchezza dottrinale \u00e8 rivolta in un\u2019unica direzione: servire l\u2019uomo. L\u2019uomo, diciamo, in ogni sua condizione, in ogni sua infermit\u00e0, in ogni sua necessit\u00e0\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn3\"><\/a>[3]<\/p>\n<p>Con questi sentimenti di gratitudine per quanto la Chiesa ha ricevuto e di responsabilit\u00e0 per il compito che ci attende, attraverseremo la Porta Santa con piena fiducia di essere accompagnati dalla forza del Signore Risorto che continua a sostenere il nostro pellegrinaggio. Lo Spirito Santo che conduce i passi dei credenti per cooperare all\u2019opera di salvezza operata da Cristo, sia guida e sostegno del Popolo di Dio per aiutarlo a contemplare il volto della misericordia.<a title=\"\" name=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn4\"><\/a>[4]<\/p>\n<p>5.\u2002L\u2019Anno giubilare si concluder\u00e0 nella solennit\u00e0 liturgica di Ges\u00f9 Cristo Signore dell\u2019universo, il 20 novembre 2016. In quel giorno, chiudendo la Porta Santa avremo anzitutto sentimenti di gratitudine e di ringraziamento verso la SS. Trinit\u00e0 per averci concesso questo tempo straordinario di grazia. Affideremo la vita della Chiesa, l\u2019umanit\u00e0 intera e il cosmo immenso alla Signoria di Cristo, perch\u00e9 effonda la sua misericordia come la rugiada del mattino per una feconda storia da costruire con l\u2019impegno di tutti nel prossimo futuro. Come desidero che gli anni a venire siano intrisi di misericordia per andare incontro ad ogni persona portando la bont\u00e0 e la tenerezza di Dio! A tutti, credenti e lontani, possa giungere il balsamo della misericordia come segno del Regno di Dio gi\u00e0 presente in mezzo a noi.<\/p>\n<p>6.\u2002\u00ab\u2005\u00c8 proprio di Dio usare misericordia e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn5\"><\/a>[5]\u00a0Le parole di san Tommaso d\u2019Aquino mostrano quanto la misericordia divina non sia affatto un segno di debolezza, ma piuttosto la qualit\u00e0 dell\u2019onnipotenza di Dio. \u00c8 per questo che la liturgia, in una delle collette pi\u00f9 antiche, fa pregare dicendo: \u00ab\u2005O Dio che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn6\"><\/a>[6]\u00a0Dio sar\u00e0 per sempre nella storia dell\u2019umanit\u00e0 come Colui che \u00e8 presente, vicino, provvidente, santo e misericordioso.<\/p>\n<p>\u201cPaziente e misericordioso\u201d \u00e8 il binomio che ricorre spesso nell\u2019Antico Testamento per descrivere la natura di Dio. Il suo essere misericordioso trova riscontro concreto in tante azioni della storia della salvezza dove la sua bont\u00e0 prevale sulla punizione e la distruzione. I Salmi, in modo particolare, fanno emergere questa grandezza dell\u2019agire divino: \u00ab\u2005Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermit\u00e0, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bont\u00e0 e misericordia\u2005\u00bb (103,3-4). In modo ancora pi\u00f9 esplicito, un altro Salmo attesta i segni concreti della misericordia: \u00ab\u2005Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi \u00e8 caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri, egli sostiene l\u2019orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi\u2005\u00bb (146,7-9). E da ultimo, ecco altre espressioni del Salmista: \u00ab\u2005[Il Signore] risana i cuori affranti e fascia le loro ferite.\u2005\u2026 Il Signore sostiene i poveri, ma abbassa fino a terra i malvagi\u2005\u00bb (147,3.6). Insomma, la misericordia di Dio non \u00e8 un\u2019idea astratta, ma una realt\u00e0 concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. \u00c8 veramente il caso di dire che \u00e8 un amore \u201cviscerale\u201d. Proviene dall\u2019intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono.<\/p>\n<p>7.\u2002\u201cEterna \u00e8 la sua misericordia\u201d: \u00e8 il ritornello che viene riportato ad ogni versetto del Salmo 136 mentre si narra la storia della rivelazione di Dio. In forza della misericordia, tutte le vicende dell\u2019antico testamento sono cariche di un profondo valore salvifico. La misericordia rende la storia di Dio con Israele una storia di salvezza. Ripetere continuamente: \u201cEterna \u00e8 la sua misericordia\u201d, come fa il Salmo, sembra voler spezzare il cerchio dello spazio e del tempo per inserire tutto nel mistero eterno dell\u2019amore. \u00c8 come se si volesse dire che non solo nella storia, ma per l\u2019eternit\u00e0 l\u2019uomo sar\u00e0 sempre sotto lo sguardo misericordioso del Padre. Non \u00e8 un caso che il popolo di Israele abbia voluto inserire questo Salmo, il \u201cGrande\u00a0<em>hallel\u2005<\/em>\u201d come viene chiamato, nelle feste liturgiche pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Prima della Passione Ges\u00f9 ha pregato con questo Salmo della misericordia. Lo attesta l\u2019evangelista Matteo quando dice che \u00ab\u2005dopo aver cantato l\u2019inno\u2005\u00bb (26,30), Ges\u00f9 con i discepoli uscirono verso il monte degli ulivi. Mentre Egli istituiva l\u2019Eucaristia, quale memoriale perenne di Lui e della sua Pasqua, poneva simbolicamente questo atto supremo della Rivelazione alla luce della misericordia. Nello stesso orizzonte della misericordia, Ges\u00f9 viveva la sua passione e morte, cosciente del grande mistero di amore che si sarebbe compiuto sulla croce. Sapere che Ges\u00f9 stesso ha pregato con questo Salmo, lo rende per noi cristiani ancora pi\u00f9 importante e ci impegna ad assumerne il ritornello nella nostra quotidiana\u00a0 preghiera di lode: \u201cEterna \u00e8 la sua misericordia\u201d.<\/p>\n<p>8.\u2002Con lo sguardo fisso su Ges\u00f9 e il suo volto misericordioso possiamo cogliere l\u2019amore della SS. Trinit\u00e0. La missione che Ges\u00f9 ha ricevuto dal Padre \u00e8 stata quella di rivelare il mistero dell\u2019amore divino nella sua pienezza. \u00ab\u2005Dio \u00e8 amore\u2005\u00bb (<em>1 Gv<\/em>\u00a04,8.16), afferma per la prima e unica volta in tutta la Sacra Scrittura l\u2019evangelista Giovanni. Questo amore \u00e8 ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Ges\u00f9. La sua persona non \u00e8 altro che amore, un amore che si dona gratuitamente. Le sue relazioni con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all\u2019insegna della misericordia. Tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui \u00e8 privo di compassione.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, dinanzi alla moltitudine di persone che lo seguivano, vedendo che erano stanche e sfinite, smarrite e senza guida, sent\u00ec fin dal profondo del cuore una forte compassione per loro (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a09,36). In forza di questo amore compassionevole guar\u00ec i malati che gli venivano presentati (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a014,14), e con pochi pani e pesci sfam\u00f2 grandi folle (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a015,37). Ci\u00f2 che muoveva Ges\u00f9 in tutte le circostanze non era altro che la misericordia, con la quale leggeva nel cuore dei suoi interlocutori e rispondeva al loro bisogno pi\u00f9 vero. Quando incontr\u00f2 la vedova di Naim che portava il suo unico figlio al sepolcro, prov\u00f2 grande compassione per quel dolore immenso della madre in pianto, e le riconsegn\u00f2 il figlio risuscitandolo dalla morte (cfr\u00a0<em>Lc<\/em>\u00a07,15). Dopo aver liberato l\u2019indemoniato di Gerasa, gli affida questa missione: \u00ab\u2005Annuncia ci\u00f2 che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te\u2005\u00bb (<em>Mc<\/em>\u00a05,19). Anche la vocazione di Matteo \u00e8 inserita nell\u2019orizzonte della misericordia. Passando dinanzi al banco delle imposte gli occhi di Ges\u00f9 fissarono quelli di Matteo. Era uno sguardo carico di misericordia che perdonava i peccati di quell\u2019uomo e, vincendo le resistenze degli altri discepoli, scelse lui, il peccatore e pubblicano, per diventare uno dei Dodici. San Beda il Venerabile, commentando questa scena del Vangelo, ha scritto che Ges\u00f9 guard\u00f2 Matteo con amore misericordioso e lo scelse:\u00a0<em>miserando atque eligendo.<\/em><a title=\"\" name=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn7\"><\/a>[7]\u00a0Mi ha sempre impressionato questa espressione, tanto da farla diventare il mio motto.<\/p>\n<p>9.\u2002Nelle parabole dedicate alla misericordia, Ges\u00f9 rivela la natura di Dio come quella di un Padre che non si d\u00e0 mai per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto, con la compassione e la misericordia. Conosciamo queste parabole, tre in particolare: quelle della pecora smarrita e della moneta perduta, e quella del padre e i due figli (cfr\u00a0<em>Lc<\/em>\u00a015,1-32). In queste parabole, Dio viene sempre presentato come colmo di gioia, soprattutto quando perdona. In esse troviamo il nucleo del Vangelo e della nostra fede, perch\u00e9 la misericordia \u00e8 presentata come la forza che tutto vince, che riempie il cuore di amore e che consola con il perdono.<\/p>\n<p>Da un\u2019altra parabola, inoltre, ricaviamo un insegnamento per il nostro stile di vita cristiano. Provocato dalla domanda di Pietro su quante volte fosse necessario perdonare, Ges\u00f9 rispose: \u00ab\u2005Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette\u2005\u00bb (<em>Mt<\/em>18,22), e raccont\u00f2 la parabola del \u201cservo spietato\u201d. Costui, chiamato dal padrone a restituire una grande somma, lo supplica in ginocchio e il padrone gli condona il debito. Ma subito dopo incontra un altro servo come lui che gli era debitore di pochi centesimi, il quale lo supplica in ginocchio di avere piet\u00e0, ma lui si rifiuta e lo fa imprigionare. Allora il padrone, venuto a conoscenza del fatto, si adira molto e richiamato quel servo gli dice: \u00ab\u2005Non dovevi anche tu aver piet\u00e0 del tuo compagno, cos\u00ec come io ho avuto piet\u00e0 di te?\u2005\u00bb (<em>Mt<\/em>\u00a018,33). E Ges\u00f9 concluse: \u00ab\u2005Cos\u00ec anche il Padre mio celeste far\u00e0 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u2005\u00bb (<em>Mt<\/em>\u00a018,35).<\/p>\n<p>La parabola contiene un profondo insegnamento per ciascuno di noi. Ges\u00f9 afferma che la misericordia non \u00e8 solo l\u2019agire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli. Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perch\u00e9 a noi per primi \u00e8 stata usata misericordia. Il perdono delle offese diventa l\u2019espressione pi\u00f9 evidente dell\u2019amore misericordioso e per noi cristiani \u00e8 un imperativo da cui non possiamo prescindere. Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono \u00e8 lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenit\u00e0 del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici. Accogliamo quindi l\u2019esortazione dell\u2019apostolo: \u00ab\u2005Non tramonti il sole sopra la vostra ira\u2005\u00bb (<em>Ef<\/em>4,26). E soprattutto ascoltiamo la parola di Ges\u00f9 che ha posto la misericordia come un ideale di vita e come criterio di credibilit\u00e0 per la nostra fede: \u00ab\u2005Beati i misericordiosi, perch\u00e9 troveranno misericordia\u2005\u00bb (<em>Mt<\/em>\u00a05,7) \u00e8 la beatitudine a cui ispirarsi con particolare impegno in questo Anno Santo.<\/p>\n<p>Come si nota, la misericordia nella Sacra Scrittura \u00e8 la parola-chiave per indicare l\u2019agire di Dio verso di noi. Egli non si limita ad affermare il suo amore, ma lo rende visibile e tangibile. L\u2019amore, d\u2019altronde, non potrebbe mai essere una parola astratta. Per sua stessa natura \u00e8 vita concreta: intenzioni, atteggiamenti, comportamenti che si verificano nell\u2019agire quotidiano. La misericordia di Dio \u00e8 la sua responsabilit\u00e0 per noi. Lui si sente responsabile, cio\u00e8 desidera il nostro bene e vuole vederci felici, colmi di gioia e sereni. \u00c8 sulla stessa lunghezza d\u2019onda che si deve orientare l\u2019amore misericordioso dei cristiani. Come ama il Padre cos\u00ec amano i figli. Come \u00e8 misericordioso Lui, cos\u00ec siamo chiamati ad essere misericordiosi noi, gli uni verso gli altri.<\/p>\n<p>10.\u2002L\u2019architrave che sorregge la vita della Chiesa \u00e8 la misericordia. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo pu\u00f2 essere privo di misericordia. La credibilit\u00e0 della Chiesa passa attraverso la strada dell\u2019amore misericordioso e compassionevole. La Chiesa \u00ab\u2005vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn8\"><\/a>[8]\u00a0Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia. La tentazione, da una parte, di pretendere sempre e solo la giustizia ha fatto dimenticare che questa \u00e8 il primo passo, necessario e indispensabile, ma la Chiesa ha bisogno di andare oltre per raggiungere una meta pi\u00f9 alta e pi\u00f9 significativa. Dall\u2019altra parte, \u00e8 triste dover vedere come l\u2019esperienza del perdono nella nostra cultura si faccia sempre pi\u00f9 diradata. Perfino la parola stessa in alcuni momenti sembra svanire. Senza la testimonianza del perdono, tuttavia, rimane solo una vita infeconda e sterile, come se si vivesse in un deserto desolato. \u00c8 giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell\u2019annuncio gioioso del perdono. \u00c8 il tempo del ritorno all\u2019essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficolt\u00e0 dei nostri fratelli. Il perdono \u00e8 una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza.<\/p>\n<p>11.\u2002Non possiamo dimenticare il grande insegnamento che san\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0ha offerto con la sua seconda Enciclica\u00a0<em><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_30111980_dives-in-misericordia.html\">Dives in misericordia<\/a><\/em>, che all\u2019epoca giunse inaspettata e colse molti di sorpresa per il tema che veniva affrontato. Due espressioni in particolare desidero ricordare. Anzitutto, il santo Papa rilevava la dimenticanza del tema della misericordia nella cultura dei nostri giorni: \u00ab\u2005La mentalit\u00e0 contemporanea, forse pi\u00f9 di quella dell\u2019uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altres\u00ec ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l\u2019idea stessa della misericordia. La parola e il concetto di misericordia sembrano porre a disagio l\u2019uomo, il quale, grazie all\u2019enorme sviluppo della scienza e della tecnica, non mai prima conosciuto nella storia, \u00e8 diventato padrone ed ha soggiogato e dominato la terra (cfr\u00a0<em>Gen<\/em>\u00a01,28). Tale dominio sulla terra, inteso talvolta unilateralmente e superficialmente, sembra che non lasci spazio alla misericordia\u2005\u2026 Ed \u00e8 per questo che, nell\u2019odierna situazione della Chiesa e del mondo, molti uomini e molti ambienti guidati da un vivo senso di fede si rivolgono, direi, quasi spontaneamente alla misericordia di Dio\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn9\"><\/a>[9]<\/p>\n<p>Inoltre, san Giovanni Paolo II cos\u00ec motivava l\u2019urgenza di annunciare e testimoniare la misericordia nel mondo contemporaneo: \u00ab\u2005Essa \u00e8 dettata dall\u2019amore verso l\u2019uomo, verso tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano e che, secondo l\u2019intuizione di gran parte dei contemporanei, \u00e8 minacciato da un pericolo immenso. Il mistero di Cristo \u2026 mi obbliga a proclamare la misericordia quale amore misericordioso di Dio, rivelato nello stesso mistero di Cristo. Esso mi obbliga anche a richiamarmi a tale misericordia e ad implorarla in questa difficile, critica fase della storia della Chiesa e del mondo\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn10\"><\/a>[10]\u00a0Tale suo insegnamento \u00e8 pi\u00f9 che mai attuale e merita di essere ripreso in questo Anno Santo. Accogliamo nuovamente le sue parole: \u00ab\u2005La Chiesa vive una vita autentica quando professa e proclama la misericordia \u2013 il pi\u00f9 stupendo attributo del Creatore e del Redentore \u2013 e quando accosta gli uomini alle fonti della misericordia del Salvatore di cui essa \u00e8 depositaria e dispensatrice\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn11\"><\/a>[11]<\/p>\n<p>12.\u2002La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona. La Sposa di Cristo fa suo il comportamento del Figlio di Dio che a tutti va incontro senza escludere nessuno. Nel nostro tempo, in cui la Chiesa \u00e8 impegnata nella nuova evangelizzazione, il tema della misericordia esige di essere riproposto con nuovo entusiasmo e con una rinnovata azione pastorale. \u00c8 determinante per la Chiesa e per la credibilit\u00e0 del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia. Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre.<\/p>\n<p>La prima verit\u00e0 della Chiesa \u00e8 l\u2019amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al dono di s\u00e9, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini. Pertanto, dove la Chiesa \u00e8 presente, l\u00e0 deve essere evidente la misericordia del Padre. Nelle nostre parrocchie, nelle comunit\u00e0, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un\u2019oasi di misericordia.<\/p>\n<p>13.\u2002Vogliamo vivere questo Anno Giubilare alla luce della parola del Signore:\u00a0<em>Misericordiosi come il Padre<\/em>. L\u2019evangelista riporta l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 che dice: \u00ab\u2005Siate misericordiosi, come il Padre vostro \u00e8 misericordioso\u2005\u00bb (<em>Lc<\/em>\u00a06,36). \u00c8 un programma di vita tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace. L\u2019imperativo di Ges\u00f9 \u00e8 rivolto a quanti ascoltano la sua voce (cfr\u00a0<em>Lc<\/em>\u00a06,27). Per essere capaci di misericordia, quindi, dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola di Dio. Ci\u00f2 significa recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta. In questo modo \u00e8 possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerlo come proprio stile di vita.<\/p>\n<p>14.\u2002Il\u00a0<em>pellegrinaggio<\/em>\u00a0\u00e8 un segno peculiare nell\u2019Anno Santo, perch\u00e9 \u00e8 icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita \u00e8 un pellegrinaggio e l\u2019essere umano \u00e8\u00a0<em>viator<\/em>, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta Santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovr\u00e0 compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso sar\u00e0 un segno del fatto che anche la misericordia \u00e8 una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio. Il pellegrinaggio, quindi, sia stimolo alla conversione: attraversando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo \u00e8 con noi.<\/p>\n<p>Il Signore Ges\u00f9 indica le tappe del pellegrinaggio attraverso cui \u00e8 possibile raggiungere questa meta: \u00ab\u2005Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sar\u00e0 dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sar\u00e0 versata nel grembo, perch\u00e9 con la misura con la quale misurate, sar\u00e0 misurato a voi in cambio\u2005\u00bb (<em>Lc<\/em>6,37-38). Dice anzitutto di\u00a0<em>non giudicare<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>non condannare<\/em>. Se non si vuole incorrere nel giudizio di Dio, nessuno pu\u00f2 diventare giudice del proprio fratello. Gli uomini, infatti, con il loro giudizio si fermano alla superficie, mentre il Padre guarda nell\u2019intimo. Quanto male fanno le parole quando sono mosse da sentimenti di gelosia e invidia! Parlare male del fratello in sua assenza equivale a porlo in cattiva luce, a compromettere la sua reputazione e lasciarlo in balia della chiacchiera. Non giudicare e non condannare significa, in positivo, saper cogliere ci\u00f2 che di buono c\u2019\u00e8 in ogni persona e non permettere che abbia a soffrire per il nostro giudizio parziale e la nostra presunzione di sapere tutto. Ma questo non \u00e8 ancora sufficiente per esprimere la misericordia. Ges\u00f9 chiede anche di\u00a0<em>perdonare<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>donare<\/em>. Essere strumenti del perdono, perch\u00e9 noi per primi lo abbiamo ottenuto da Dio. Essere generosi nei confronti di tutti, sapendo che anche Dio elargisce la sua benevolenza su di noi con grande magnanimit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Misericordiosi come il Padre<\/em>, dunque, \u00e8 il \u201cmotto\u201d dell\u2019Anno Santo. Nella misericordia abbiamo la prova di come Dio ama. Egli d\u00e0 tutto se stesso, per sempre, gratuitamente, e senza nulla chiedere in cambio. Viene in nostro aiuto quando lo invochiamo. \u00c8 bello che la preghiera quotidiana della Chiesa inizi con queste parole: \u00ab\u2005O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto\u2005\u00bb (<em>Sal<\/em>70,2). L\u2019aiuto che invochiamo \u00e8 gi\u00e0 il primo passo della misericordia di Dio verso di noi. Egli viene a salvarci dalla condizione di debolezza in cui viviamo. E il suo aiuto consiste nel farci cogliere la sua presenza e la sua vicinanza. Giorno per giorno, toccati dalla sua compassione, possiamo anche noi diventare compassionevoli verso tutti.<\/p>\n<p>15.\u2002In questo Anno Santo, potremo fare l\u2019esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle pi\u00f9 disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica. Quante situazioni di precariet\u00e0 e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno pi\u00f9 voce perch\u00e9 il loro grido si \u00e8 affievolito e spento a causa dell\u2019indifferenza dei popoli ricchi. In questo Giubileo ancora di pi\u00f9 la Chiesa sar\u00e0 chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l\u2019olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidariet\u00e0 e l\u2019attenzione dovuta. Non cadiamo nell\u2019indifferenza che umilia, nell\u2019abitudinariet\u00e0 che anestetizza l\u2019animo e impedisce di scoprire la novit\u00e0, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignit\u00e0, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perch\u00e9 sentano il calore della nostra presenza, dell\u2019amicizia e della fraternit\u00e0. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l\u2019ipocrisia e l\u2019egoismo.<\/p>\n<p>\u00c8 mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle\u00a0<em>opere di misericordia<\/em>\u00a0<em>corporale<\/em>\u00a0e\u00a0<em>spirituale<\/em>. Sar\u00e0 un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povert\u00e0 e per entrare sempre di pi\u00f9 nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. La predicazione di Ges\u00f9 ci presenta queste opere di misericordia perch\u00e9 possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli. Riscopriamo le opere di<em>\u00a0misericordia corporale<\/em>: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di\u00a0<em>misericordia spirituale<\/em>: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.<\/p>\n<p>Non possiamo sfuggire alle parole del Signore: e in base ad esse saremo giudicati: se avremo dato da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete. Se avremo accolto il forestiero e vestito chi \u00e8 nudo. Se avremo avuto tempo per stare con chi \u00e8 malato e prigioniero (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a025,31-45). Ugualmente, ci sar\u00e0 chiesto se avremo aiutato ad uscire dal dubbio che fa cadere nella paura e che spesso \u00e8 fonte di solitudine; se saremo stati capaci di vincere l\u2019ignoranza in cui vivono milioni di persone, soprattutto i bambini privati dell\u2019aiuto necessario per essere riscattati dalla povert\u00e0; se saremo stati vicini a chi \u00e8 solo e afflitto; se avremo perdonato chi ci offende e respinto ogni forma di rancore e di odio che porta alla violenza; se avremo avuto pazienza sull\u2019esempio di Dio che \u00e8 tanto paziente con noi; se, infine, avremo affidato al Signore nella preghiera i nostri fratelli e sorelle. In ognuno di questi \u201cpi\u00f9 piccoli\u201d \u00e8 presente Cristo stesso. La sua carne diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga\u2026 per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura. Non dimentichiamo le parole di san Giovanni della Croce: \u00ab\u2005Alla sera della vita, saremo giudicati sull\u2019amore\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn12\"><\/a>[12]<\/p>\n<p>16.\u2002Nel Vangelo di Luca troviamo un altro aspetto importante per vivere con fede il Giubileo. Racconta l\u2019evangelista che Ges\u00f9, un sabato, ritorn\u00f2 a Nazaret e, come era solito fare, entr\u00f2 nella Sinagoga. Lo chiamarono a leggere la Scrittura e commentarla. Il passo era quello del profeta Isaia dove sta scritto: \u00ab\u2005Lo Spirito del Signore \u00e8 sopra di me; per questo mi ha consacrato con l\u2019unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libert\u00e0 gli oppressi, a proclamare l\u2019anno di misericordia del Signore\u2005\u00bb (61,1-2). \u201cUn anno di misericordia\u201d: \u00e8 questo quanto viene annunciato dal Signore e che noi desideriamo vivere. Questo Anno Santo porta con s\u00e9 la ricchezza della missione di Ges\u00f9 che risuona nelle parole del Profeta: portare una parola e un gesto di consolazione ai poveri, annunciare la liberazione a quanti sono prigionieri delle nuove schiavit\u00f9 della societ\u00e0 moderna, restituire la vista a chi non riesce pi\u00f9 a vedere perch\u00e9 curvo su s\u00e9 stesso, e restituire dignit\u00e0 a quanti ne sono stati privati. La predicazione di Ges\u00f9 si rende di nuovo visibile nelle risposte di fede che la testimonianza dei cristiani \u00e8 chiamata ad offrire. Ci accompagnino le parole dell\u2019Apostolo: \u00ab\u2005Chi fa opere di misericordia, le compia con gioia\u2005\u00bb (<em>Rm<\/em>\u00a012,8).<\/p>\n<p>17.\u2002La Quaresima di questo Anno Giubilare sia vissuta pi\u00f9 intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio. Quante pagine della Sacra Scrittura possono essere meditate nelle settimane della Quaresima per riscoprire il volto misericordioso del Padre! Con le parole del profeta Michea possiamo anche noi ripetere: Tu, o Signore, sei un Dio che toglie l\u2019iniquit\u00e0 e perdona il peccato, che non serbi per sempre la tua ira, ma ti compiaci di usare misericordia. Tu, Signore, ritornerai a noi e avrai piet\u00e0 del tuo popolo. Calpesterai le nostre colpe e getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati (cfr 7,18-19).<\/p>\n<p>Le pagine del profeta Isaia potranno essere meditate pi\u00f9 concretamente in questo tempo di preghiera, digiuno e carit\u00e0: \u00ab\u2005Non \u00e8 piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l\u2019affamato, nell\u2019introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorger\u00e0 come l\u2019aurora, la tua ferita si rimarginer\u00e0 presto. Davanti a te camminer\u00e0 la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguir\u00e0. Allora invocherai e il Signore ti risponder\u00e0, implorerai aiuto ed egli dir\u00e0: \u201cEccomi!\u201d. Se toglierai di mezzo a te l\u2019oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all\u2019affamato, se sazierai l\u2019afflitto di cuore, allora briller\u00e0 fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sar\u00e0 come il meriggio. Ti guider\u00e0 sempre il Signore, ti sazier\u00e0 in terreni aridi, rinvigorir\u00e0 le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono\u2005\u00bb (58,6-11).<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa \u201c<em>24 ore per il Signore<\/em>\u201d, da celebrarsi nel venerd\u00ec e sabato che precedono la IV domenica di Quaresima, \u00e8 da incrementare nelle Diocesi. Tante persone si stanno riavvicinando al sacramento della Riconciliazione e tra questi molti giovani, che in tale esperienza ritrovano spesso il cammino per ritornare al Signore, per vivere un momento di intensa preghiera e riscoprire il senso della propria vita. Poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione, perch\u00e9 permette di toccare con mano la grandezza della misericordia. Sar\u00e0 per ogni penitente fonte di vera pace interiore.<\/p>\n<p>Non mi stancher\u00f2 mai di insistere perch\u00e9 i confessori siano un vero segno della misericordia del Padre. Non ci si improvvisa confessori. Lo si diventa quando, anzitutto, ci facciamo noi per primi penitenti in cerca di perdono. Non dimentichiamo mai che essere confessori significa partecipare della stessa missione di Ges\u00f9 ed essere segno concreto della continuit\u00e0 di un amore divino che perdona e che salva. Ognuno di noi ha ricevuto il dono dello Spirito Santo per il perdono dei peccati, di questo siamo responsabili. Nessuno di noi \u00e8 padrone del Sacramento, ma un fedele servitore del perdono di Dio. Ogni confessore dovr\u00e0 accogliere i fedeli come il padre nella parabola del figlio prodigo: un padre che corre incontro al figlio nonostante avesse dissipato i suoi beni. I confessori sono chiamati a stringere a s\u00e9 quel figlio pentito che ritorna a casa e ad esprimere la gioia per averlo ritrovato. Non si stancheranno di andare anche verso l\u2019altro figlio rimasto fuori e incapace di gioire, per spiegargli che il suo giudizio severo \u00e8 ingiusto, e non ha senso dinanzi alla misericordia del Padre che non ha confini. Non porranno domande impertinenti, ma come il padre della parabola interromperanno il discorso preparato dal figlio prodigo, perch\u00e9 sapranno cogliere nel cuore di ogni penitente l\u2019invocazione di aiuto e la richiesta di perdono. Insomma, i confessori sono chiamati ad essere sempre, dovunque, in ogni situazione e nonostante tutto, il segno del primato della misericordia.<\/p>\n<p>18.\u2002Nella Quaresima di questo Anno Santo ho l\u2019intenzione di inviare i\u00a0<em>Missionari della Misericordia<\/em>. Saranno un segno della sollecitudine materna della Chiesa per il Popolo di Dio, perch\u00e9 entri in profondit\u00e0 nella ricchezza di questo mistero cos\u00ec fondamentale per la fede. Saranno sacerdoti a cui dar\u00f2 l\u2019autorit\u00e0 di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, perch\u00e9 sia resa evidente l\u2019ampiezza del loro mandato. Saranno, soprattutto, segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in ricerca del suo perdono. Saranno dei missionari della misericordia perch\u00e9 si faranno artefici presso tutti di un incontro carico di umanit\u00e0, sorgente di liberazione, ricco di responsabilit\u00e0 per superare gli ostacoli e riprendere la vita nuova del Battesimo. Si lasceranno condurre nella loro missione dalle parole dell\u2019Apostolo: \u00ab\u2005Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti\u2005\u00bb (<em>Rm<\/em>\u00a011,32). Tutti infatti, nessuno escluso, sono chiamati a cogliere l\u2019appello alla misericordia. I missionari vivano questa chiamata sapendo di poter fissare lo sguardo su Ges\u00f9, \u00ab\u2005sommo sacerdote misericordioso e degno di fede\u2005\u00bb (<em>Eb<\/em>\u00a02,17).<\/p>\n<p>Chiedo ai confratelli Vescovi di invitare e di accogliere questi Missionari, perch\u00e9 siano anzitutto predicatori convincenti della misericordia. Si organizzino nelle Diocesi delle \u201cmissioni al popolo\u201d, in modo che questi Missionari siano annunciatori della gioia del perdono. Si chieda loro di celebrare il sacramento della Riconciliazione per il popolo, perch\u00e9 il tempo di grazia donato nell\u2019Anno Giubilare permetta a tanti figli lontani di ritrovare il cammino verso la casa paterna. I Pastori, specialmente durante il tempo forte della Quaresima, siano solleciti nel richiamare i fedeli ad accostarsi \u00ab\u2005al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia\u2005\u00bb (<em>Eb<\/em>\u00a04,16).<\/p>\n<p>19.\u2002La parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente. Il mio invito alla conversione si rivolge con ancora pi\u00f9 insistenza verso quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita. Penso in modo particolare agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale, qualunque esso sia. Per il vostro bene, vi chiedo di cambiare vita. Ve lo chiedo nel nome del Figlio di Dio che, pur combattendo il peccato, non ha mai rifiutato nessun peccatore. Non cadete nella terribile trappola di pensare che la vita dipende dal denaro e che di fronte ad esso tutto il resto diventa privo di valore e di dignit\u00e0. \u00c8 solo un\u2019illusione. Non portiamo il denaro con noi nell\u2019al di l\u00e0. Il denaro non ci d\u00e0 la vera felicit\u00e0. La violenza usata per ammassare soldi che grondano sangue non rende potenti n\u00e9 immortali. Per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio a cui nessuno potr\u00e0 sfuggire.<\/p>\n<p>Lo stesso invito giunga anche alle persone fautrici o complici di corruzione. Questa piaga putrefatta della societ\u00e0 \u00e8 un grave peccato che grida verso il cielo, perch\u00e9 mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale. La corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza, perch\u00e9 con la sua prepotenza e avidit\u00e0 distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i pi\u00f9 poveri. \u00c8 un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici. La corruzione \u00e8 un accanimento nel peccato, che intende sostituire Dio con l\u2019illusione del denaro come forma di potenza. \u00c8 un\u2019opera delle tenebre, sostenuta dal sospetto e dall\u2019intrigo.<em>Corruptio optimi pessima<\/em>, diceva con ragione san Gregorio Magno, per indicare che nessuno pu\u00f2 sentirsi immune da questa tentazione. Per debellarla dalla vita personale e sociale sono necessarie prudenza, vigilanza, lealt\u00e0, trasparenza, unite al coraggio della denuncia. Se non la si combatte apertamente, presto o tardi rende complici e distrugge l\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il momento favorevole per cambiare vita! Questo \u00e8 il tempo di lasciarsi toccare il cuore. Davanti al male commesso, anche a crimini gravi, \u00e8 il momento di ascoltare il pianto delle persone innocenti depredate dei beni, della dignit\u00e0, degli affetti, della stessa vita. Rimanere sulla via del male \u00e8 solo fonte di illusione e di tristezza. La vera vita \u00e8 ben altro. Dio non si stanca di tendere la mano. \u00c8 sempre disposto ad ascoltare, e anch\u2019io lo sono, come i miei fratelli vescovi e sacerdoti. \u00c8 sufficiente solo accogliere l\u2019invito alla conversione e sottoporsi alla giustizia, mentre la Chiesa offre la misericordia.<\/p>\n<p>20.\u2002Non sar\u00e0 inutile in questo contesto richiamare al rapporto tra\u00a0<em>giustizia<\/em>\u00a0e\u00a0<em>misericordia<\/em>. Non sono due aspetti in contrasto tra di loro, ma due dimensioni di un\u2019unica realt\u00e0 che si sviluppa progressivamente fino a raggiungere il suo apice nella pienezza dell\u2019amore. La giustizia \u00e8 un concetto fondamentale per la societ\u00e0 civile quando, normalmente, si fa riferimento a un ordine giuridico attraverso il quale si applica la legge. Per giustizia si intende anche che a ciascuno deve essere dato ci\u00f2 che gli \u00e8 dovuto. Nella Bibbia, molte volte si fa riferimento alla giustizia divina e a Dio come giudice. La si intende di solito come l\u2019osservanza integrale della Legge e il comportamento di ogni buon israelita conforme ai comandamenti dati da Dio. Questa visione, tuttavia, ha portato non poche volte a cadere nel legalismo, mistificando il senso originario e oscurando il valore profondo che la giustizia possiede. Per superare la prospettiva legalista, bisognerebbe ricordare che nella Sacra Scrittura la giustizia \u00e8 concepita essenzialmente come un abbandonarsi fiducioso alla volont\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>Da parte sua, Ges\u00f9 parla pi\u00f9 volte dell\u2019importanza della fede, piuttosto che dell\u2019osservanza della legge. \u00c8 in questo senso che dobbiamo comprendere le sue parole quando, trovandosi a tavola con Matteo e altri pubblicani e peccatori, dice ai farisei che lo contestavano: \u00ab\u2005Andate e imparate che cosa vuol dire:\u00a0<em>Misericordia io voglio e non sacrifici<\/em>. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori\u2005\u00bb (<em>Mt<\/em>\u00a09,13). Davanti alla visione di una giustizia come mera osservanza della legge, che giudica dividendo le persone in giusti e peccatori, Ges\u00f9 punta a mostrare il grande dono della misericordia che ricerca i peccatori per offrire loro il perdono e la salvezza. Si comprende perch\u00e9, a causa di questa sua visione cos\u00ec liberatrice e fonte di rinnovamento, Ges\u00f9 sia stato rifiutato dai farisei e dai dottori della legge. Questi per essere fedeli alla legge ponevano solo pesi sulle spalle delle persone, vanificando per\u00f2 la misericordia del Padre. Il richiamo all\u2019osservanza della legge non pu\u00f2 ostacolare l\u2019attenzione per le necessit\u00e0 che toccano la dignit\u00e0 delle persone.<\/p>\n<p>Il richiamo che Ges\u00f9 fa al testo del profeta Osea \u2013 \u00ab\u2005voglio l\u2019amore e non il sacrificio\u2005\u00bb (6,6) \u2013 \u00e8 molto significativo in proposito. Ges\u00f9 afferma che d\u2019ora in avanti la regola di vita dei suoi discepoli dovr\u00e0 essere quella che prevede il primato della misericordia, come Lui stesso testimonia, condividendo il pasto con i peccatori. La misericordia, ancora una volta, viene rivelata come dimensione fondamentale della missione di Ges\u00f9. Essa \u00e8 una vera sfida dinanzi ai suoi interlocutori che si fermavano al rispetto formale della legge. Ges\u00f9, invece, va oltre la legge; la sua condivisione con quelli che la legge considerava peccatori fa comprendere fin dove arriva la sua misericordia.<\/p>\n<p>Anche l\u2019apostolo Paolo ha fatto un percorso simile. Prima di incontrare Cristo sulla via di Damasco, la sua vita era dedicata a perseguire in maniera irreprensibile la giustizia della legge (cfr\u00a0<em>Fil<\/em>\u00a03,6). La conversione a Cristo lo port\u00f2 a ribaltare la sua visione, a tal punto che nella Lettera ai Galati afferma: \u00ab\u2005Abbiamo creduto anche noi in Cristo Ges\u00f9 per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge\u2005\u00bb (2,16). La sua comprensione della giustizia cambia radicalmente. Paolo ora pone al primo posto la fede e non pi\u00f9 la legge. Non \u00e8 l\u2019osservanza della legge che salva, ma la fede in Ges\u00f9 Cristo, che con la sua morte e resurrezione porta la salvezza con la misericordia che giustifica. La giustizia di Dio diventa adesso la liberazione per quanti sono oppressi dalla schiavit\u00f9 del peccato e di tutte le sue conseguenze. La giustizia di Dio \u00e8 il suo perdono (cfr\u00a0<em>Sal<\/em>\u00a051,11-16).<\/p>\n<p>21.\u2002La misericordia non \u00e8 contraria alla giustizia ma esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un\u2019ulteriore possibilit\u00e0 per ravvedersi, convertirsi e credere. L\u2019esperienza del profeta Osea ci viene in aiuto per mostrarci il superamento della giustizia nella direzione della misericordia. L\u2019epoca di questo profeta \u00e8 tra le pi\u00f9 drammatiche della storia del popolo ebraico. Il Regno \u00e8 vicino alla distruzione; il popolo non \u00e8 rimasto fedele all\u2019alleanza, si \u00e8 allontanato da Dio e ha perso la fede dei Padri. Secondo una logica umana, \u00e8 giusto che Dio pensi di rifiutare il popolo infedele: non ha osservato il patto stipulato e quindi merita la dovuta pena, cio\u00e8 l\u2019esilio. Le parole del profeta lo attestano: \u00ab\u2005Non ritorner\u00e0 al paese d\u2019Egitto, ma Assur sar\u00e0 il suo re, perch\u00e9 non hanno voluto convertirsi\u2005\u00bb (<em>Os<\/em>\u00a011,5). Eppure, dopo questa reazione che si richiama alla giustizia, il profeta modifica radicalmente il suo linguaggio e rivela il vero volto di Dio: \u00ab\u2005Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non dar\u00f2 sfogo all\u2019ardore della mia ira, non torner\u00f2 a distruggere \u00c8fraim, perch\u00e9 sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verr\u00f2 da te nella mia ira\u2005\u00bb (11,8-9). Sant\u2019Agostino, quasi a commentare le parole del profeta dice: \u00ab\u2005\u00c8 pi\u00f9 facile che Dio trattenga l\u2019ira pi\u00f9 che la misericordia\u2005\u00bb.<a title=\"\" name=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftn13\"><\/a>[13]\u00a0\u00c8 proprio cos\u00ec. L\u2019ira di Dio dura un istante, mentre la sua misericordia dura in eterno.<\/p>\n<p>Se Dio si fermasse alla giustizia cesserebbe di essere Dio, sarebbe come tutti gli uomini che invocano il rispetto della legge. La giustizia da sola non basta, e l\u2019esperienza insegna che appellarsi solo ad essa rischia di distruggerla. Per questo Dio va oltre la giustizia con la misericordia e il perdono. Ci\u00f2 non significa svalutare la giustizia o renderla superflua, al contrario. Chi sbaglia dovr\u00e0 scontare la pena. Solo che questo non \u00e8 il fine, ma l\u2019inizio della conversione, perch\u00e9 si sperimenta la tenerezza del perdono. Dio non rifiuta la giustizia. Egli la ingloba e supera in un evento superiore dove si sperimenta l\u2019amore che \u00e8 a fondamento di una vera giustizia. Dobbiamo prestare molta attenzione a quanto scrive Paolo per non cadere nello stesso errore che l\u2019Apostolo rimproverava ai Giudei suoi contemporanei: \u00ab\u2005Ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. Ora, il termine della Legge \u00e8 Cristo, perch\u00e9 la giustizia sia data a chiunque crede\u2005\u00bb (<em>Rm<\/em>\u00a010,3-4). Questa giustizia di Dio \u00e8 la misericordia concessa a tutti come grazia in forza della morte e risurrezione di Ges\u00f9 Cristo. La Croce di Cristo, dunque, \u00e8 il giudizio di Dio su tutti noi e sul mondo, perch\u00e9 ci offre la certezza dell\u2019amore e della vita nuova.<\/p>\n<p>22.\u2002Il Giubileo porta con s\u00e9 anche il riferimento all\u2019<em>indulgenza<\/em>. Nell\u2019Anno Santo della Misericordia essa acquista un rilievo particolare. Il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini. Nella morte e risurrezione di Ges\u00f9 Cristo, Dio rende evidente questo suo amore che giunge fino a distruggere il peccato degli uomini. Lasciarsi riconciliare con Dio \u00e8 possibile attraverso il mistero pasquale e la mediazione della Chiesa. Dio quindi \u00e8 sempre disponibile al perdono e non si stanca mai di offrirlo in maniera sempre nuova e inaspettata. Noi tutti, tuttavia, facciamo esperienza del peccato. Sappiamo di essere chiamati alla perfezione (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a05,48), ma sentiamo forte il peso del peccato. Mentre percepiamo la potenza della grazia che ci trasforma, sperimentiamo anche la forza del peccato che ci condiziona. Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati. Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l\u2019impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 forte anche di questo. Essa diventa\u00a0<em>indulgenza<\/em>\u00a0del Padre che attraverso la Sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carit\u00e0, a crescere nell\u2019amore piuttosto che ricadere nel peccato.<\/p>\n<p>La Chiesa vive la comunione dei Santi. Nell\u2019Eucaristia questa comunione, che \u00e8 dono di Dio, si attua come unione spirituale che lega noi credenti con i Santi e i Beati il cui numero \u00e8 incalcolabile (cfr\u00a0<em>Ap<\/em>\u00a07,4). La loro santit\u00e0 viene in aiuto alla nostra fragilit\u00e0, e cos\u00ec la Madre Chiesa \u00e8 capace con la sua preghiera e la sua vita di venire incontro alla debolezza di alcuni con la santit\u00e0 di altri. Vivere dunque l\u2019indulgenza nell\u2019Anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente. Indulgenza \u00e8 sperimentare la santit\u00e0 della Chiesa che partecipa a tutti i benefici della redenzione di Cristo, perch\u00e9 il perdono sia esteso fino alle estreme conseguenze a cui giunge l\u2019amore di Dio. Viviamo intensamente il Giubileo chiedendo al Padre il perdono dei peccati e l\u2019estensione della sua indulgenza misericordiosa.<\/p>\n<p>23.\u2002La misericordia possiede una valenza che va oltre i confini della Chiesa. Essa ci relaziona all\u2019Ebraismo e all\u2019Islam, che la considerano uno degli attributi pi\u00f9 qualificanti di Dio. Israele per primo ha ricevuto questa rivelazione, che permane nella storia come inizio di una ricchezza incommensurabile da offrire all\u2019intera umanit\u00e0. Come abbiamo visto, le pagine dell\u2019Antico Testamento sono intrise di misericordia, perch\u00e9 narrano le opere che il Signore ha compiuto a favore del suo popolo nei momenti pi\u00f9 difficili della sua storia. L\u2019Islam, da parte sua, tra i nomi attribuiti al Creatore pone quello di Misericordioso e Clemente. Questa invocazione \u00e8 spesso sulle labbra dei fedeli musulmani, che si sentono accompagnati e sostenuti dalla misericordia nella loro quotidiana debolezza. Anch\u2019essi credono che nessuno pu\u00f2 limitare la misericordia divina perch\u00e9 le sue porte sono sempre aperte.<\/p>\n<p>Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l\u2019incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda pi\u00f9 aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione.<\/p>\n<p>24.\u2002Il pensiero ora si volge alla Madre della Misericordia. La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perch\u00e9 tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Nessuno come Maria ha conosciuto la profondit\u00e0 del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita \u00e8 stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto \u00e8 entrata nel santuario della misericordia divina perch\u00e9 ha partecipato intimamente al mistero del suo amore.<\/p>\n<p>Scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, Maria \u00e8 stata da sempre preparata dall\u2019amore del Padre per essere\u00a0<em>Arca dell\u2019Alleanza<\/em>tra Dio e gli uomini. Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Ges\u00f9. Il suo canto di lode, sulla soglia della casa di Elisabetta, fu dedicato alla misericordia che si estende \u00ab\u2005di generazione in generazione\u2005\u00bb (<em>Lc<\/em>\u00a01,50). Anche noi eravamo presenti in quelle parole profetiche della Vergine Maria. Questo ci sar\u00e0 di conforto e di sostegno mentre attraverseremo la Porta Santa per sperimentare i frutti della misericordia divina.<\/p>\n<p>Presso la croce, Maria insieme a Giovanni, il discepolo dell\u2019amore, \u00e8 testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Ges\u00f9. Il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso ci mostra fin dove pu\u00f2 arrivare la misericordia di Dio. Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno. Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della\u00a0<em>Salve Regina<\/em>, perch\u00e9 non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, suo Figlio Ges\u00f9.<\/p>\n<p>La nostra preghiera si estenda anche ai tanti Santi e Beati che hanno fatto della misericordia la loro missione di vita. In particolare il pensiero \u00e8 rivolto alla grande apostola della misericordia, santa Faustina Kowalska. Lei, che fu chiamata ad entrare nelle profondit\u00e0 della divina misericordia, interceda per noi e ci ottenga di vivere e camminare sempre nel perdono di Dio e nell\u2019incrollabile fiducia nel suo amore.<\/p>\n<p>25.\u2002Un Anno Santo straordinario, dunque, per vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita. La Chiesa sente in maniera forte l\u2019urgenza di annunciare la misericordia di Dio. La sua vita \u00e8 autentica e credibile quando fa della misericordia il suo annuncio convinto. Essa sa che il suo primo compito, soprattutto in un momento come il nostro colmo di grandi speranze e forti contraddizioni, \u00e8 quello di introdurre tutti nel grande mistero della misericordia di Dio, contemplando il volto di Cristo. La Chiesa \u00e8 chiamata per prima ad essere testimone veritiera della misericordia professandola e vivendola come il centro della Rivelazione di Ges\u00f9 Cristo. Dal cuore della Trinit\u00e0, dall\u2019intimo pi\u00f9 profondo del mistero di Dio, sgorga e scorre senza sosta il grande fiume della misericordia. Questa fonte non potr\u00e0 mai esaurirsi, per quanti siano quelli che vi si accostano. Ogni volta che ognuno ne avr\u00e0 bisogno, potr\u00e0 accedere ad essa, perch\u00e9 la misericordia di Dio \u00e8 senza fine. Tanto \u00e8 imperscrutabile la profondit\u00e0 del mistero che racchiude, tanto \u00e8 inesauribile la ricchezza che da essa proviene.<\/p>\n<p>In questo Anno Giubilare la Chiesa si faccia eco della Parola di Dio che risuona forte e convincente come una parola e un gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore. Non si stanchi mai di offrire misericordia e sia sempre paziente nel confortare e perdonare. La Chiesa si faccia voce di ogni uomo e ogni donna e ripeta con fiducia e senza sosta: \u00ab\u2005Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che \u00e8 da sempre\u2005\u00bb (<em>Sal<\/em>\u00a025,6).<\/p>\n<p><em>Dato a Roma, presso San Pietro, l\u201911 aprile, Vigilia della II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia, dell\u2019Anno del Signore 2015, terzo di pontificato.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Franciscus<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div id=\"ftn1\"><a title=\"\" name=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref1\"><\/a>[1]\u2002Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm.\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html\">Dei Verbum<\/a><\/em>, 4.<a title=\"\" name=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref2\"><\/a>[2]\u2002<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/speeches\/1962\/documents\/hf_j-xxiii_spe_19621011_opening-council.html\">Discorso di apertura del Conc. Ecum. Vat. II<\/a>,\u00a0<em>Gaudet Mater Ecclesia<\/em>, 11 ottobre 1962, 2-3.<a title=\"\" name=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref3\"><\/a>[3]\u2002<em><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1965\/documents\/hf_p-vi_spe_19651207_epilogo-concilio.html\">Allocuzione nell\u2019ultima sessione pubblica<\/a><\/em>, 7 dicembre 1965.<a title=\"\" name=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref4\"><\/a>[4]\u2002Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm.\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\">Lumen Gentium<\/a><\/em>, 16; Cost. past.\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/em>, 15.<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref5\"><\/a>[5]\u2002Tommaso D\u2019aquino,\u00a0<em>Summa Theologiae<\/em>, II-II, q. 30, a. 4.<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref6\"><\/a>[6]\u2002XXVI Domenica del Tempo Ordinario. Questa colletta appare gi\u00e0, nell\u2019VIII secolo, tra i testi eucologici del\u00a0<em>Sacramentario Gelasiano<\/em>\u00a0(1198).<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref7\"><\/a>[7]\u2002Cfr\u00a0<em>Om<\/em>. 21:\u00a0<em>CCL<\/em>\u00a0122, 149-151.<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref8\"><\/a>[8]\u2002Esort. ap.\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Prendere_l\u2019iniziativa,_coinvolgersi,_accompagnare,_fruttificare_e_festeggiare\"><em>Evangelii gaudium<\/em>, 24<\/a>.<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref9\"><\/a>[9]\u2002N. 2.<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref10\"><\/a>[10]\u2002Lett. Enc.\u00a0<em><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_30111980_dives-in-misericordia.html\">Dives in misericordia<\/a><\/em>,15.<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref11\"><\/a>[11]\u2002<em>Ibid<\/em>., 13.<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref12\"><\/a>[12]\u2002<em>Parole di luce e di amore<\/em>, 57.<\/p>\n<p><a title=\"\" name=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html#_ftnref13\"><\/a>[13]\u2002<em>Enarr. in Ps<\/em>. 76, 11.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Misericordiae Vultus BOLLA DI INDIZIONE DEL GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA\u00a0 FRANCESCO VESCOVO DI ROMA SERVO DEI SERVI DI DIO A QUANTI LEGGERANNO QUESTA LETTERA GRAZIA, MISERICORDIA E PACE (tratto da:\u00a0https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html) &nbsp; 1.\u2002Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il volto della misericordia del Padre. 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