{"id":236,"date":"2013-01-23T17:53:57","date_gmt":"2013-01-23T16:53:57","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/MassimoBaracchini\/duomoravenna_trinity\/?page_id=236"},"modified":"2026-09-29T16:46:57","modified_gmt":"2026-09-29T14:46:57","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.duomoravenna.it\/?page_id=236","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"\n<h2 id=\"battistero-neoniano\">Battistero Neoniano<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/battistero-neoniano-34223-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/battistero-neoniano-34223-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2660\" srcset=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/battistero-neoniano-34223-1.jpg 1000w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/battistero-neoniano-34223-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/battistero-neoniano-34223-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/battistero-neoniano-34223-1-608x406.jpg 608w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/battistero-neoniano-34223-1-250x167.jpg 250w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/battistero-neoniano-34223-1-120x80.jpg 120w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Battistero Neoniano, detto anche degli Ortodossi risale al V secolo e prende il nome dal vescovo Neone che ne ha fatto proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Orso (\u2020ca. 396). L&#8217;appellativo degli ortodossi va invece inteso secondo il significato dell&#8217;epoca, che intendeva i cristiani della &#8220;retta&#8221; dottrina in contrapposizione all&#8217;eresia ariana.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il passaggio della sede vescovile da Classe a Ravenna alla fine del IV secolo, venne iniziata una nuova cattedrale, la Cattedrale Ursiana (dal nome del vescovo Orso), della quale sopravvivono pochi resti inglobati nell&#8217;attuale duomo di Ravenna e nell&#8217;attiguo Museo Arcivescovile. Il Battistero venne avviato nei primissimi anni del V secolo e terminato verso il 450 circa. Neone, nel 458 circa, intervenne con importanti opere strutturali, e in particolare con la costruzione della cupola che venne decorata con ricchi mosaici ancora oggi visibili. Per via della subsidenza tipica di Ravenna oggi \u00e8 interrato di circa 2 metri; in pianta presenta la forma ottagonale, secondo la numerologia che associava l&#8217;otto con la resurrezione, essendo la somma di sette, il tempo, pi\u00f9 uno, Dio. Esternamente ha un semplice rivestimento in laterizio, nel quale le absidiole sono del X secolo, mentre le lesene e arcate cieche risalgono alla costruzione originaria e furono riprese da modelli settentrionali (cfr. la basilica di Costantino a Treviri o la basilica di San Simpliciano a Milano). Una vecchia tradizione, priva di fondamento storico, vuole che l&#8217;edificio fosse costruito sopra il calidarium delle antiche terme romane. Il soffitto, originariamente piano, venne sostituito da una cupola (alleggerita da tubi fittili) su iniziativa di Neone, il quale fece provvedere anche alla decorazione a mosaico. Anche le pareti vennero decorate all&#8217;epoca e presentano al piano inferiore archi ciechi su colonnine, al cui interno sono poste lastre di porfido e marmo verde all&#8217;interno di riquadri geometrici; l&#8217;archivolto \u00e8 occupato da mosaici; nel registro superiore si ripresentano gli stessi archetti, ma che contengono a loro volta tre archetti minori ciascuno, con quello centrale che \u00e8 occupato da una finestra, mentre i due laterali sono decorati da stucchi dei sedici profeti maggiori e minori (uno sciagurato restauro dei primi del Novecento credendo che si trattasse di aggiunte posteriori li rimosse, ma ci si accorse poi con rammarico che erano invece originali del V secolo, per cui oggi se ne ammira solo delle ricostruzioni); al di sopra degli archetti si trovano affreschi con tralci di vite, pavoni ed altri simboli. Il capolavoro pi\u00f9 importante qui custodito \u00e8 per\u00f2 il mosaico del soffitto, dove entro tre anelli concentrici sono rappresentati vari soggetti: l&#8217;anello esterno, a fondo azzurro, presenta una serie di finte architetture tripartite, con una nicchia o esedra al centro di ciascuna, affiancata da due strutture portate da quattro colonne ai lati, che creano un effetto di alternanza tra concavo e convesso; queste specie di &#8220;quinte teatrali&#8221; si trovano nell&#8217;arte romana, per esempio gi\u00e0 negli affreschi di Pompei; al centro delle nicchie si trovano altari per la messa o troni vuoti con le insegne di Cristo (l&#8217;etimasia). La seconda fascia \u00e8 la pi\u00f9 interessante e presenta i dodici apostoli su sfondo azzurro, con le vesti (toga e pallio) alternate nei colori bianco e oro, e con in mano delle corone da offrire al Cristo. Le immagini presentano ancora una notevole consistenza plastica e un senso di movimento, che testimoniano gli ininterrotti rapporti con l&#8217;ambiente romano; contemporaneamente indice di rapporti con il mondo bizantino sono la vivace policromia, la monumentalit\u00e0 e la ieraticit\u00e0 delle figure. Gli apostoli sono intervallati da candelabre e dal cerchio superiore pendono drappi bianchi che visti dal basso formano l\u2019immagine di una corolla di un fiore. Tra i riti preparatori al battesimo, nella iniziazione cristiana, principale era quello della traditio symboli, cio\u00e8 dare ai candidati catecumeni il Credo, ossia l&#8217;insegnamento, l&#8217;apprendimento e la consegna per la vita della tessera fidei. Nel tondo centrale, su sfondo oro, si trova la scena del Battesimo di Ges\u00f9 con San Giovanni Battista nell&#8217;atto di somministrare il sacramento al Cristo immerso fino alla vita nel Giordano; del fiume compare anche una personificazione a destra, sottolineata dalla scritta Iorda\u00f1 n (il nume Giordano), mentre sopra il Cristo svetta la colomba dello Spirito Santo. I volti di Ges\u00f9 e del Battista furono rifatti nel XVIII secolo, per cui la parte centrale della scena, dai contorni ben visibili, non \u00e8 pi\u00f9 quella originale. La catechesi dell&#8217;iniziazione si basava oltre che sui quattro Vangeli anche sui testi dei profeti del Vecchio Testamento che sono qui rappresentati nelle sedici figure a stucco nello spazio del tamburo, nei muri ad archi ciechi tra le otto finestre (quattro profeti maggiori e dodici minori). Il battistero \u00e8 molto simile, anche come datazione, ad una chiesa di Salonicco, dedicata a san Giorgio, gi\u00e0 mausoleo del tetrarca Galerio.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"duomo-cattedrale-della-resurrezione\">Duomo (Cattedrale della Resurrezione)<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55.png\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55-1024x768.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2661\" srcset=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55-1024x768.png 1024w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55-300x225.png 300w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55-768x576.png 768w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55-608x456.png 608w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55-250x188.png 250w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55-120x90.png 120w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_16_55.png 1448w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Duomo di Ravenna fu costruito nel XVIII secolo dall&#8217;architetto riminese Gianfrancesco Buonamici seguendo la planimetria della primitiva cattedrale. Questa fu costruita nei primissimi anni del V secolo, per volont\u00e0 del vescovo Orso (\u2020 412), da cui prese il nome di &#8220;Basilica Ursiana&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;edificio fu ampiamente ristrutturato nel X secolo (di quell&#8217;impianto restano ancora visibili la cripta e il campanile). Quest&#8217;ultimo ospita quattro campane accordate secondo la seguente scala: Re3 &#8211; Fa3 &#8211; Sol#3 &#8211; La3. La cattedrale fatta edificare dal vescovo Orso era dedicata alla Santa Resurrezione (Hag\u00eca An\u00e1stasis in greco antico). Si trattava di un edificio di ragguardevoli dimensioni, a cinque navate, ricco di marmi policromi. Presentava gi\u00e0 la tipica abside semicircolare all&#8217;interno e poligonale all&#8217;esterno (di influsso ellenico) e i due ambienti laterali all&#8217;abside che torneranno spesso nelle chiese ravennati, il pastophorion e il diaconicon. L&#8217;antica cattedrale ursiana. \u00c8 certo che l&#8217;abside e l&#8217;arco absidale furono coinvolti da un programma di ridecorazione a mosaico nel 1112, come appare da un&#8217;iscrizione sull&#8217;abside stessa riportata nell&#8217;unica fonte che ci permette di conoscerne sommariamente la struttura, un disegno del Buonamici. Sull&#8217;estradosso dell&#8217;arco era rappresentato il Cristo risorto con la Croce sulla spalla e gli Apostoli acclamanti; nei pennacchi due episodi della vita di Sant&#8217;Apollinare, l&#8217;invio del futuro vescovo a Ravenna da parte di San Pietro (a sinistra) e l&#8217;arrivo di Apollinare alle porte di Ravenna (a destra); sotto queste scene erano collocati rispettivamente due immagini di Abele e Caino sacrificanti e nel registro successivo due palme. Il catino absidale accoglieva invece, sempre a mosaico, un&#8217;Anastasis, a fianco della quale erano una scena con le Marie al Sepolcro e, a destra, l&#8217;arrivo di Giovanni e Pietro al Sepolcro. Nel semiarco absidale erano collocati fra le finestre pannelli musivi con sant&#8217;Ursicino, la Vergine orante, il Battista e S. Barbaziano. Nel registro sottostante, il protovescovo Apollinare in atteggiamento orante, affiancato da una teoria di vescovi ravennati. Di questi mosaici, perduti, restano solo alcuni frammenti conservati nel Museo arcivescovile: la Vergine orante (pressoch\u00e9 intera), e i volti di S. Ursicino, S. Giovanni e S. Barbaziano, pi\u00f9 un frammento che faceva parte probabilmente della scena degli Apostoli al Sepolcro. I loro caratteri stilistici (visi modellati, bocche piccole, una certa ieraticit\u00e0, panneggi lineari, capelli scriminati con grafismi accentuati) mostrano una vicinanza ai mosaici con gli Apostoli nella cappella sinistra della Cattedrale di San Giusto a Trieste o con i protettori di Venezia raffigurati nell&#8217;abside della Basilica di San Marco a Venezia, quindi attribuibili a maestranze veneziane ben addestrate al linguaggio bizantino dell&#8217;ultimo quarto dell&#8217;XI secolo. Tuttavia \u00e8 evidente il processo di &#8220;occidentalizzazione&#8221; dell&#8217;impianto iconografico, con la sola presenza di un soggetto tipicamente bizantino come l&#8217;Anastasis e dei due offerenti (Caino e Abele), e l&#8217;inserimento invece di scene legate alla vita di Sant&#8217;Apollinare e delle figure fra le finestre, senza tener conto dell&#8217;uso latino delle iscrizioni, che mostra un completo disinteresse nell&#8217;area ravennate per la lingua greca. A distanza di oltre cinque secoli dall&#8217;ultimo grande monumento musivo ravennate, la basilica di Sant&#8217;Apollinare in Classe, Ravenna ribadisce l&#8217;orgoglio della propria specificit\u00e0 attraverso un&#8217;appropriazione del linguaggio bizantino e l&#8217;asseverazione di temi legati al trionfo della propria diocesi. Si ricorda che il Duomo ospita la tomba di Papa Vittore II.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"chiesa-dei-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-dell-angelo\">Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo&nbsp;(Chiesa dell\u2019Angelo)<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"791\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01-791x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2662\" srcset=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01-791x1024.jpg 791w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01-768x994.jpg 768w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01-608x787.jpg 608w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01-250x324.jpg 250w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01-120x155.jpg 120w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75-santi-giovanni-e-paolo-chiesa-degli-angeli-custodi-01.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 791px) 100vw, 791px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;attuale chiesa dei Santi Giovanni e Paolo sorge nello stesso luogo di un edificio di culto pi\u00f9 antico, risalente al V-VI secolo. A tre navate, aveva orientamento inverso rispetto alla chiesa odierna, con l&#8217;abside sul lato dell&#8217;attuale facciata. Al suo interno, vi era un pregevole ambone marmoreo, costruito per volere del vescovo Mariniano (vescovo dal 595 al 606) ed attualmente all&#8217;interno del Museo arcivescovile. Nel corso dei secoli, la chiesa venne rimpicciolita, arrivando a coprire solo una parte della navata centrale della chiesa antica. Nel 1670, venne aperta una cappella laterale dedicata all&#8217;Angelo custode e vi fu istituita la Confraternita degli Angeli Custodi, che diede il secondo nome alla chiesa. L&#8217;edificio attuale \u00e8 frutto di un restauro effettuato nel 1758 su progetto dell&#8217;architetto Domenico Barbiani nell&#8217;area della sola navata centrale della chiesa antica.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"chiesa-di-santa-giustina\">Chiesa di Santa Giustina<\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20.png\"><img loading=\"lazy\" width=\"876\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20-876x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2668\" srcset=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20-876x1024.png 876w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20-257x300.png 257w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20-768x898.png 768w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20-608x711.png 608w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20-250x292.png 250w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20-120x140.png 120w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-29-set-2026-16_46_20.png 1160w\" sizes=\"(max-width: 876px) 100vw, 876px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>La chiesa di Santa Giustina fu fondata nel 1747 su progetto di Gian Francesco Buonamici, l\u2019architetto riminese che qualche anno prima realizz\u00f2 la nuova Metropolitana e la chiesa di Sant\u2019Eufemia. L\u2019attuale chiesa di Santa Giustina fu costruita per conto della \u201cConfraternita del SS. Sacramento della Metropolitana di Ravenna\u201d, che vi si trasfer\u00ec abbandonando la chiesa di Santa Giustina in Capite Porticus (i cui resti si trovano in via R. Gardini, a fianco della Palazzina Diedi), oramai decadente e non utilizzabile e che Lodovico Pasolini acquist\u00f2 e adatt\u00f2 a privata abitazione. L\u2019interno fu portato a termine nel 1750.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"basilica-di-santa-maria-maggiore\">Basilica di Santa Maria Maggiore<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"887\" src=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3-1024x887.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2663\" srcset=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3-1024x887.jpg 1024w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3-300x260.jpg 300w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3-768x665.jpg 768w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3-1536x1330.jpg 1536w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3-608x526.jpg 608w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3-250x216.jpg 250w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3-120x104.jpg 120w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/imgp1199-ravenna-chiesa-di-santa-maria-maggiore-3.jpg 1984w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata parrocchia indipendente fino all\u2019inizio del 1800, quando fu unita alla Parrocchia di san Vitale. Questa Basilica sussidiaria \u00e8 di fatto il luogo dove celebriamo l\u2019eucaristia quotidiana e anche le domeniche nel periodo invernale, cos\u00ec come in questa Basilica accompagniamo i nostri morti per l\u2019ultimo saluto qui e il primo saluto di loro che giungono a Casa.<\/p>\n\n\n\n<p>La statua della Madonna della Neve, che troneggia nell\u2019abside, \u00e8 opera del Toschini ed era posizionata fino al 1906 in una cappella della Basilica di san Vitale demolita all\u2019inizio del 1900 dal soprintendente Corrado Ricci che mise mano a tutto il complesso basilicale per riportarlo alla sua fattura originaria. Nell\u2019ancona della Basilica di santa Maria Maggiore vi era anteriormente un quadro della Madonna in Trono con santi attualmente nella navata sinistra della Basilica.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 l\u2019unica immagine mariana. Sempre nella navata sinistra si trova infatti anche una piccola tela che raffigura la Madonna della Tosse (\u00e8 un affresco strappato). Era posizionato sopra una piccola porta che metteva in comunicazione con un cimitero nel quale erano sepolti i condannati a morte dopo la loro impiccagione o esecuzione che avveniva nella attuale piazza Baracca. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-2-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-2-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2664\" srcset=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-2-1.jpeg 768w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-2-1-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-2-1-608x811.jpeg 608w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-2-1-250x333.jpeg 250w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-2-1-120x160.jpeg 120w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella navata di destra, si arriva davanti alla immagine della Madonna conosciuta col titolo di \u201cSancta Maria a tumoribus\u201d \u2013 Madonna dei tumori \u2013 fin dal XVII secolo (come attestano i resoconti delle Visite Pastorali di quegli anni, conservati nell\u2019Archivio della Parrocchia). In origine l\u2019immagine, un affresco, si trovava sulla parte di destra in fondo alla Basilica. Quando a met\u00e0 del 1700 alla Basilica si mise mano per sanarla e ristrutturarla, si decise di abbattere l\u2019ultima arcata della Basilica stessa. L\u2019affresco venne quindi strappato e messo su tela e posizionato nella Cappella dove ora si trova, circondata dagli stucchi di Martinetti. Con il titolo di Madonna dei tumori \u00e8 stata conosciuta e venerata certamente fino agli anni cinquanta del secolo scorso. Poi la devozione si \u00e8 affievolita fino a scomparire. Recentemente la lettura di quegli antichi testi hanno permesso di riprendere tale devozione. La parrocchia si sente in qualche modo \u201cincaricata\u201d di pregare quotidianamente per gli ammalati di tumore. A questa prima intenzione se ne sono aggiunte altre tre: pregare per i familiari dell\u2019ammalato, che condividono le stesse speranze e lo stesso calvario, pregare per i medici e il personale medico che se ne occupa, chiedere a Maria che illumini la mente e guidi le mani dei nostri ricercatori perch\u00e9 presto si possa debellare anche questo male.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo sabato di ogni mese, alle ore 9.00, viene celebrata all\u2019altare della Madonna dei Tumori una santa Messa secondo queste intenzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto al quadro della Madonna sono stati donati tre cuori in argento per grazia ricevuta.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"preghiera-alla-madonna-dei-tumori\">PREGHIERA ALLA MADONNA DEI TUMORI<\/h2>\n\n\n\n<p>Madre santissima, salute dei malati,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>tu hai generato Colui che ci ha guarito dal peccato:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>senza di Lui quel male, per noi incurabile,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ci avrebbe devastato!<\/p>\n\n\n\n<p>Tu sei la Madre di Colui che sana le ferite del male&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>e che con la sua morte e risurrezione<\/p>\n\n\n\n<p>apre per noi le porte della grazia,<\/p>\n\n\n\n<p>fonte di salute dell\u2019anima e del corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu sei nostra Madre: a te ricorriamo fiduciosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordati di noi che siamo nella prova!<\/p>\n\n\n\n<p>Lascia, o Madre tenerissima,<\/p>\n\n\n\n<p>che preghiamo con te il Figlio tuo,<\/p>\n\n\n\n<p>e per la comune invocazione del Suo nome<\/p>\n\n\n\n<p>Egli ci liberi dal male che ci consuma<\/p>\n\n\n\n<p>e ci conceda vita e salute.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu che, docile sotto la croce,<\/p>\n\n\n\n<p>hai offerto la tua sofferenza,<\/p>\n\n\n\n<p>insegnaci ad unire il nostro dolore,<\/p>\n\n\n\n<p>con te e come te,a quello del tuo Figlio Ges\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>nostro unico Salvatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Amen<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"356\" height=\"199\" src=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2665\" srcset=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori.jpg 356w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-250x140.jpg 250w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/madonna-tumori-120x67.jpg 120w\" sizes=\"(max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per altre notizie rimandiamo al seguente link:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_Santa_Maria_Maggiore_(Ravenna)\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_Santa_Maria_Maggiore_(Ravenna)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"basilica-di-san-giovanni-battista\">Basilica di San Giovanni Battista<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2666\" srcset=\"https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2-768x960.jpg 768w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2-608x760.jpg 608w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2-250x313.jpg 250w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2-120x150.jpg 120w, https:\/\/www.duomoravenna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/74-san-giovanni-battista-01-2.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>La Basilica di San Giovanni Battista (nota ai ravennati come San Giovanni della cipolla), ha una storia antica. Qui ricordiamo solo alcune tappe. Nel 1408 l\u2019Arcivescovo di Ravenna, Mons. Giovanni Migiorini, concesse la Basilica ai frati dell\u2019ordine di santa Maria del Carmelo. Essi l\u2019ebbero come loro chiesa ma a condizione che rimanesse parrocchia col titolo di San Girolamo e san Clemente. Un quadro di Francesco Longhi situato nella cappella di destra della crociera della basilica li raffigura entrambi.<\/p>\n\n\n\n<p>I Carmelitani vi rimasero fino al 1797 quando, in seguito alle soppressioni di quell\u2019anno, dovettero abbandonare chiesa e monastero adiacente che divenne poi propriet\u00e0 dell\u2019istituto Ghiselli (che ancora vi abitano).<\/p>\n\n\n\n<p>Fu solo nel 1928 che l\u2019arcivescovo Antonio Lega riconsegn\u00f2 la Basilica ai Carmelitani affidando a loro la cura della parrocchia. I carmelitani vi risiedettero fino alla fine del 1900, quando chiusero la comunit\u00e0. La Parrocchia fu affidata ai padri Scalabriniani fino al 2019, quando fu affidata al clero diocesano. Dal 25 giugno del 2021 la parrocchia di san Giovanni Battista \u00e8 stata unita alla Parrocchia di san Vitale.<\/p>\n\n\n\n<p>La Basilica conserva molte opere di pittori importanti. Rimandiamo al sito: <a href=\"https:\/\/www.edificistoriciravenna.it\/san-giovanni-battista\">https:\/\/www.edificistoriciravenna.it\/san-giovanni-battista<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Battistero Neoniano Il Battistero Neoniano, detto anche degli Ortodossi risale al V secolo e prende il nome dal vescovo Neone che ne ha fatto proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Orso (\u2020ca. 396). L&#8217;appellativo degli ortodossi va invece inteso secondo il significato dell&#8217;epoca, che intendeva i cristiani della &#8220;retta&#8221; dottrina in contrapposizione all&#8217;eresia ariana. 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